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"Scrivimi una poesia" mi dici, amore mio.
Ma io non me la sento, non posso.
Cozzo contro la dura realtà d'ogni giorno.
Sforno parole a vuoto, soffiando l'amore che provo nel vento.
Tento di andare avanti, sempre, comunque.
Chiunque mi incontri per strada, si chiede della mia tristezza il perché.
C'è, da qualche parte, il motivo.
Vivo, ogni mio istante nel mondo, amarezza.
Insicurezza mi addormenta nel letto.
Detto mi sono: "Tocca a Cupido scoccare il suo dardo."
Guardo, prendo coscienza, lui è cieco.
Seco reca frecce d'argento dorato.
Stancato mi sono di donne di nebbia.
N'abbia sentore la gente che legge.
Elle est debout sur mes paupières
et ses cheveux sont dans les miens,
Elle a la forme de mes mains,
Elle a la couleur de mes yeux.
Elle s'engloutit dans mon ombre
Comme une pierre sur le ciel.
Elle a toujours les yeux ouverts
Et ne me laisse pas dormir.
Ses rêves en pleine lumière
Font s'évaporer les soleils,
Me font rire, pleurer et rire,
Parler sans avoir rien à dire.
P. Eluard, Mourir ne pas mourir, 1924.
Giornate di sole. Più o meno. Ieri mi sono proprio arrabbiato. Con il mio relatore (come mai non c'era? Deve firmarmi il titolo della tesi!), con un mio amico, con la signora che dovrebbe spedirmi in Scozia, a cui, un mese fa, ho domandato una cosa, e lei si è ricordata di me, ieri, solo per chiedermi di pagarle 50 euro per un corso d'inglese. A me non serve, grazie. Ma della cosa che le avevo chiesto sa qualcosa? Meno male che ieri era giovedì e ho avuto la possibilità di praticare due ore un po' di aikido.
Nimor
Tra poche ore ho un esame. Non so se lo supererò, ma credo di sì. Francese, checchè il sottoscritto possa dirvi, non è mai stato un problema. No, il problema sarà quando la vedrò al Torino esposizioni e non avrò tempo. Tempo per guardarla, per parlarci, per chiederle con naturalezza (parola strana, che non mi compete) il suo numero di telefono, perchè dopodomani uscirà definitivamente dalla mia vita, e non lo voglio.
Invece voglio parlarci, chiedere se le va un caffè tra amici, un'occasione come un'altra di intavolare un discorso con lei. Il fatto è che ho una paura matta di non riuscirci. Ho assoluto bisogno di una spinta ad andare avanti. Ma credo che i suoi occhi mi bastino.
Nimor
Oggi compirei (uso il condizionale perchè non so chi l'ha deciso arbitrariamente, di festeggiare i compleanni) la bellezza di 23 anni. Ventitre. Unsaccoditempo (è stato molto difficile non fare gli spazi). Comunque sia, è da ventitre anni che vivo nel mondo, che sono me stesso. Che affumico l'aria, come dicono i russi. E sono grato, in questo periodo. Vivere, d'altronde, non è poi così male. Andare avanti, anche se arrancando. Auguri.
Nimor
Quando mi metto ad ascoltare la sarabanda di Haendel, non ascolterei più nient'altro per ore. E' una musica che mi commuove (sissignori, quest'uomo piange). E' come se, in quei momenti, il mondo non esistesse più: solo la musica che entra, frase per frase, battuta per battuta, nota per nota, nel mio cervello. E ripenso ai duelli di Barry Lindon; al sentimento di oppressione che il cuore prova quando vede il giovanissimo lord Bullington preparare la sua pistola. E il cuore sussulta quando il colpo parte per sbaglio, e quando sa che il duellista Barry Lindon, più navigato, non mancherà il colpo. Devo proprio rivederlo. E riascoltare la sarabanda di Haendel. All'infinito.
Nimor
A volte, vorrei solo partire. Non importa come, né per dove, né perchè. Solo partire. In quei momenti mi sento futile, inutile, an useless piece of flesh, in realtà. E in verità questo succede abbastanza spesso. E allora inizio a pensare a come sarebbe bello, riposante, istruttivo partire, fare un viaggio. Perchè, chiedete? Ma per la sola ragione del viaggio: viaggiare. Per ora, comunque, sono bloccato, troppo stupido per superare un esame di guida e per dare due esami universitari (in realtà mi piacerebbe anche sapere che fare del mio anno in Svezia, come considerarlo)(spero di non dover ridare gli esami). Ma la vita continua, a parte questo. Andrò ad Edimburgo, quest'estate, purtroppo con i soldi dei miei. Ecco, è questa sensazione che vorrei scacciare: quella di essere un peso. Non ne sono sicuro, ma credo che ne riparleremo (o, se volete, che ne riscriverò) dopo Edimburgo.
Nimor
P.S. Sto imparando a stirare.
Ave atque vale
Anche quest'anno reciterò. Più per me stesso che per il pubblico (spero che gli applausi ci siano comunque). Saro Mercutio in Romeo and Juliet. Bellissimo personaggio con stupendi monologhi. Non sto più nella pelle dalla contentezza. Dovrò anche curare i combattimenti di tutto lo spettacolo, però vabbeh, da igual.
Nimor